Primum vivere, deinde philosophari
Per quel che poco che so, dobbiamo a Jobs i personal computer e i cellulari. Sommessamente dico che ne avrei fatto volentieri a meno, ma che comunque non mi hanno cambiato la vita più di tanto. Continuo a usare il computer come una macchina per scrivere che mi evita la brutta copia.(…) Continuo a leggere libri di carta e a sfogliare giornali di carta, penso che il bello di un film sia il vederlo al cinema, posseggo un cellulare ma solo perché sono un vile e non ho il coraggio di quel mio amico professore di scienza politiche che ha minacciato di denunciare la sua università al Tribunale dell’Aja per i diritti umani se si ostinava a volergliene imporre l’uso. E ancora, se devo ringraziare qualcuno gli scrivo un biglietto e sai benissimo che questo articolo è stato scritto con la stilografica e poi ricopiato al computer. Mi sono perso qualcosa? Sicuramente. Mi sono perso l’essenziale? Non credo proprio.
Che c’importa di Jobs di Stenio Solinas che, per quel poco che so, sembra un pirla. Non per quello che pensa. Mia madre direbbe le stesse cose. Ma perchè crede che il suo non sapere sia un valore.